Amadeus: Ostrava Days: la musica contemporanea diventa comunità

publikováno: 27.9.2017

A cosa serve un festival di musica contemporanea? Dovrebbe muovere l’interesse del pubblico, ma anche la viva curiosità degli “addetti ai lavori”, compositori, musicisti, organizzatori, direttori artistici.

Essere un’occasione per scoprire nuovi linguaggi musicali, tendenze diverse, ma anche alcuni capolavori dimenticati delle avanguardie storiche, e metterli a confronto con le ricerche che fanno oggi i compositori in diverse latitudini del pianeta. Costituire un punto di riferimento per i giovani, per il mondo musicale, per il mondo dell’arte e della creatività in tutte le sue diverse declinazioni, che in questi anni si stanno intrecciano in maniera molto interessante. Accade raramente in Italia. Accade invece agli Ostrava Days, rassegna di musica contemporanea giunta alla sua nona edizione, dove centinaia di persone, provenienti da continenti diversi, affollavano i concerti (24 concerti, con 30 prime mondiali), discutevano, si mescolavano tra un concerto e l’altro con musicisti e compositori, creando la dimensione di una vera comunità di appassionati. Giornate vivaci e coinvolgenti, in una città poco conosciuta della Repubblica ceca, con un passato industriale, una storia legata all’estrazione del carbone, alla lavorazione del ferro, al grande inquinamento. Ma dopo la chiusura di tutte le miniere, nel 1989, i vecchi impianti industriali sono stati ricobvertiti in spazi culturali, musei e teatri, e gli sforzi di tutta la comunità si sono concentrati sulla ricerca scientifica e sulla cultura, soprattutto sulle arti contemporanee. >>>

Gianluigi Mattietti
Amadeus

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